La nostra cantina: storia, tradizioni, arte e cultura

Barile, 2700 anime in provincia di Potenza, è situata a metà strada tra Melfi e Rionero in Vulture, adagiata a 660 mt s.l.m. su un terreno ricco di minerali (il Vulture è un vulcano spentosi 300mila anni fa) ed è il cuore del nobile nettare Aglianico del Vulture.

Si trova sulla Appia Antica nel tratto che da Benevento raggiunge Venosa e poi si dirige a Gravina quindi Taranto e Brindisi.

Nella contrada Alberi in Piano, in territorio del comune di Rapolla, nel 1856 fu rinvenuto un sarcofago destinato a contenere il corpo, secondo alcuni, della giovane nobile Emilia Scaura figlia del patrizio Marco Emilio Scauro e sposata in seconde nozze a Gneo Pompeo Magno il quale insieme a Caio Giulio Cesare e Marco Licinio Crasso formò il primo triumvirato.

Il sarcofago fu ritrovato nei terreni dei Grimolizzi, nei pressi dell’attuale masseria ed è visibile nel Museo Nazionale di Melfi.

Per rinverdire l’episodio noi Grimolizzi, titolari della Cantina il Passo, abbiamo voluto celebrare la nostra unica etichetta titolandola “Alberi in Piano”.

La storia del sarcofago è arte scultorea di altissimo pregio e seguendo il pensiero di Pablo Picasso “L’arte spazza la nostra anima dalla polvere della quotidianità”, la Cantina il Passo non perde occasioni per promuovere varie forme d’arte.

La Cantina il Passo dal primo giorno si è fatta promotrice di ogni forma d’arte quali spettacoli di danza, teatro, magia, ma anche esposizioni di foto artistiche o lavori presepiali di giovani artisti lucani e non solo.

La nostra Cantina è ubicata a Barile nel centro cittadino.

Entrando nella Corte della Cantina il gradito ospite avverte da subito di trovarsi in un luogo accogliente e cordiale, nel periodo estivo si organizzano degustazioni-eventi con il nostro eccellente e pluripremiato “Alberi in Piano”, uno spettacolo olfattivo che appaga i più raffinati estimatori.

Il secondo spettacolo è la Cantina.

Scavata nel ventre del Vulture è un gioiello d’arte ove si notano alcuni archi in pietra lavica esteticamente ben illuminati da faretti che proiettano luce dal pavimento.

Proseguendo il percorso si raggiunge il cuore della Cantina risalente al Trecento nella quale si respira storia, tradizione e cultura lucana.

È possibile osservare un vetusto tavolo di bottaio ma ancor di più è da rimirare un Palmento secolare.

Il Palmento è una vasca scavata nella roccia, veniva usata per la pigiatura e la fermentazione del mosto maggiormente in Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

All’interno si versava l’uva trasportata con i tinelli, due o tre persone a ritmo cadenzato con i piedi la pigiavano, attraverso dei fori posti alla base si faceva uscire il nettare che lo si convogliava in altre piccole vasche o in recipienti dai quali veniva depositato nelle botti.

Al di sopra della vasca principale si ammira una croce a bassorilievo, posta in alto in segno di ringraziamento al Signore per la vendemmia e di auspicio per la buona conservazione del nettare negli orci o nei capasoni.

Il cammino prosegue e si raggiunge la sala degustazione ove si assapora un calice, o anche più d’uno, di Alberi in Piano circondati da una magica atmosfera incrementata dal camino scoppiettante.

Atmosfera che si nobilita accompagnando i calici con prelibatezze della tradizione culinaria lucana.

Alla Cantina il Passo ci si può (ci si deve?) inebriare d’arte al cospetto di eccellenti nettari in un ambiente intriso di storia, di arte e di tradizioni secolari.

Maria Grimolizzi

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